Un'atmosfera molto accogliente, una cronoscalata serale nelle vie del centro, una granfondo su un percorso molto caratteristico, promozione del territorio e dei prodotti locali. Come si può mancare a questo evento per tutta la famiglia?

 

 

 

26 giugno 2013 - La Città di Amelia rappresenta quell’Italia che più ci piace, l’Italia dei piccoli borghi dove ancora sono forti le relazioni sociali e il senso di appartenenza a una comunità. Non deve pertanto stupire che per due giorni tutto il paese sia stato coinvolto in questa manifestazione, che ha visto la partecipazione attiva dell’amministrazione comunale, con il vice-sindaco Franco Santarelli sempre in prima fila, e delle associazioni locali, il tutto sotto l’attenta regia dell’instancabile Beniamino Romildo, presidente del Team Battistelli, ideatore e motore di questo evento.

Il ciclismo amatoriale è stato dunque protagonista per due giorni in questo verdeggiante angolo dell’Umbria: tutto il comprensorio dei colli Amerini ha forti attrattive, dagli antichi borghi con i loro castelli e palazzi ai prodotti tipici veramente di qualità, ma è - a torto - spesso ignorato dai grandi flussi turistici. Ottima quindi l’idea degli organizzatori di legare la manifestazione ciclistica alla valorizzazione del territorio e delle sue peculiarità paesaggistiche ed enogastronomiche.

Avevo scoperto quasi per caso la Granfondo dei Colli Amerini lo scorso anno quando, con la 1° edizione, si affacciò timidamente nell’affollato calendario ciclomatoriale. E nonostante la scarsa partecipazione, aveva mostrato tutte le proprie potenzialità. Oltre a divertirmi durante la gara, avevo trascorso veramente un bel week end con la famiglia. Per questo non avevo esitato a reinserirla nel mio programma di gare, tanta era la voglia di tornare da queste parti. Per quest’anno poi, l’organizzazione aveva riservato una bella sorpresa: la riedizione della cronoscalata in notturna nel centro storico di Amelia, una gara che veniva tradizionalmente svolta per dilettanti fino a venti anni fa. Ovviamente non avevo avuto dubbi di partecipare anche a questa gara per vivere pienamente tutto l’evento. Certo c’era da organizzarsi diversamente con l’alimentazione e magari il giorno dopo si sarebbe sofferto un po’ più di mal di gambe del solito, ma ero certo che ne sarebbe valsa la pena. E i fatti non mi hanno smentito.

 

Sono circa le 19:30 di sabato quando usciamo per il riscaldamento e la ricognizione del percorso di gara. Una sensazione strana e nuova. Di solito questa è l’ora in cui il granfondista è già concentrato sulla gara dell’indomani e cerca solo un rapido e nutriente pasto e il meritato riposo. Ma stavolta il programma è ben diverso: entriamo nel dedalo di viuzze del centro storico sotto gli sguardi incuriositi ma interessati della gente impegnata nel passeggio e nell’aperitivo. Subito scopriamo che, nonostante la brevità della gara (poco meno di due chilometri), ci sarà da fare fatica perché le pendenze sono importanti e ci sono lunghi tratti con un fondo di sanpietrini. L’atmosfera è surreale, con il sole che si abbassa incendiandosi dietro il borgo antico, mentre proseguiamo il riscaldamento sulle strade fuori delle mura. Giunge la notte rischiarata da una luna piena insolitamente grande ed è il momento di partire: l’adrenalina sale ai massimi livelli, mentre in prossimità della porta d’ingresso della città e nei tratti più ripidi si assiepa un pubblico sorprendentemente folto e rumoroso. Non c’è quasi bisogno di pedalare, ti tirano su loro con le grida di incitamento, ma si finisce comunque al limite dell’ipossia. Qualche attimo per recuperare un respiro normale e ti rendi conto che è già tutto finito. Avvolto dal calore della gente che ha approntato un ricco ristoro, mi accorgo di avere fame e mi lascio convincere a rifocillarmi con un paio di saporite salsicce. La premiazione si prolunga ben oltre la mezzanotte, saranno poche le ore di sonno per recuperare.

 

Al mattino ci si sveglia comunque di buon umore, giacché la giornata si annuncia soleggiata ma senza le temperature torride dei giorni scorsi. In griglia siamo circa 300 partenti per la granfondo, un numero che non soddisfa pienamente l’organizzazione ma con un’incoraggiante crescita rispetto alla prima edizione. Dopo la partenza controllata in discesa, si dà fuoco alle polveri e basterà la prima impegnativa salita verso Penna in Teverina per decidere l’esito agonistico della corsa: se ne vanno infatti in sei (Zannelli, Castagnoli, Cecconi, Colagé, Mattioli e De Giuli) che proseguiranno di buon accordo aumentando progressivamente il vantaggio e che alla fine si spartiranno i posti sul podio nei due percorsi. Le salite di Lugnano in Teverina e del Valico dell’Elce Bello, vetta della corsa con i suoi 733 metri di quota, serviranno per l’ulteriore selezione tra gli altri concorrenti e per ammirare la bellezza dei panorami che offrono queste zone. Io, come nelle attese, soffro un po’ di mal di gambe per le tossine della cronoscalata, ma alla fine riesco a trovare un discreto passo: d’altronde le salite pedalabili dei Colli Amerini e i ritmi elevati sono il mio pane, anche se non c’è mai vera pianura né un momento di pausa. E dove non arrivano le gambe, arriva il cuore e si tiene duro anche oltre i propri limiti. Più avanti si decidono le sorti della gara: sulla dura rampa dei Cappuccini, Stefano Colagé perde contatto dalla testa della corsa e saranno quindi Matteo Cecconi e Giordano Mattioli a giocarsi in volata la vittoria sul percorso medio. A prevalere sarà ancora una volta il giovane portacolori del Team Terenzi, imbattibile su questi arrivi e al sesto sigillo stagionale tra cui spicca il medio della Nove Colli. Sul percorso lungo proseguono gli altri tre fuggitivi che la salita di Porchiano non riuscirà ulteriormente a selezionare: volata a tre quindi per la gara più importante che si aggiudica Enrico Castagnoli (Asd Bicimania), con uno sprint tutto potenza che gli permette di precedere di una lunghezza Matteo Zannelli (Vigili del Fuoco Genova), tornato a grandi livelli dopo un periodo opaco, mentre al terzo posto si piazza un comunque coriaceo Mauro De Giuli (Team Cicli Conti 1980). Tra le donne successi di Roberta Galvani (Team Cicli Conti 1980) sul percorso medio e di Kersti Leeman (Team Fausto Coppi Fermignano) sul lungo.

 

Alla fine tutti contenti e soddisfatti i finisher della gara per la bella giornata di sport e divertimento trascorsa sui Colli Amerini. Ma non è finita. Il pasta-party allestito dalle associazioni locali si contraddistingue per qualità e ricchezza delle portate, un vero e proprio pranzo offerto come meritato premio per tutti i partecipanti e che testimonia quanto da queste parti si possa godere anche dei piaceri del palato. Anche le premiazioni sono ricche e abbondanti con cesti alimentari che offrono i prodotti tipici di Amelia e dintorni (olio, vino e salumi). Ricchi premi anche per la Gran Combinata basata sui piazzamenti di categoria delle due prove del week-end che vedrà vincitori ex-equo Angelo Curi e Stefano Colagé, già trionfatore nella cronoscalata notturna.

 

Nel dopo gara sono più rilassati anche i volti del vicesindaco Franco Santarelli e di Beniamino Romildo. Oggi è andato tutto veramente bene, anche se per le prossime edizioni dichiarano di puntare al traguardo dei 500 partecipanti. Un obiettivo ampiamente alla portata di questa manifestazione che troverà una collocazione fissa nel calendario nel quarto week-end di giugno, che riproporrà la cronoscalata dopo il successo strepitoso di quest’anno e che assumerà definitivamente la denominazione di “Due Giorni dei Colli Amerini”. A questo punto è quasi superfluo sottolineare che mi sono già prenotato per la prossima edizione…

 

(Testo di Michele Bazzani,  foto di Rosa Luciani e Michele Bazzani)

Tratto da GRANFONDONEWS.IT



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